Transito senza catene

domenica, 05 ottobre 2008

Berlusconi ci salvi da Berlusconi...

palazzo chigi

(Intervento al post "Il ventennio di Berlusconi" di Fabrizio Centofanti, sul blog "La Poesia e lo spirito")

Tra il serio e il faceto, in questa situazione oggettivamente disperante, pongo questa domanda: potrà Silvio salvarci da Berlusconi? Considero il suo retrocedere da molte delle scelte politiche fin qui operate una delle poche possibilità per uscire dallo stato attuale di malcontento diffuso, scongiurando in questo modo tragedie e dolore infinito per decine di milioni di italiani. L’avversione crescente nei confronti suoi e dei suoi ministri e sodali non è, infatti, quello di un gruppetto di “comunisti”, ma di milioni e milioni di persone normali e moderate senza alcuna tessera politica o sindacale, colpite in vario modo (o in procinto di esserlo) dalle scelte del suo governo.
Ma c’è da chiedersi anche come mai un uomo giunto all’età di 73 anni, ricchissimo, con una vasta esperienza di vita e con ottime relazioni personali in Italia e all’estero (pensiamo solo a Bush e a Putin) non abbia per davvero lavorato per il bene comune che - va chiarito - non è quello che lui ha inteso e intende, duramente contestato, ma quello percepito, se non da tutta una comunità nazionale, dalla sua gran parte. Mai s’è vista in Italia tanta gente scontenta dell’operato di un governo: nelle strade, nelle scuole, nei luoghi di lavoro pubblici e privati, nei quartieri e nelle periferie della povertà e dell’emarginazione.
In una democrazia degna di questo nome, non si può scontentare così tanta gente, non si può suscitarne l’odio e le proteste fino al punto attuale, dichiarando pubblicamente di infischiarsene.
Se non fosse circondato da opportunisti compensati con denaro e privilegi per i servigi resi - “amici fidati”, ora, che lo rinnegheranno e a pugnaleranno quando il leone sarà morente - gli avrebbero detto che non si può governare in questo modo, che il parlamento non è il luogo dove si ratificano scelte fatte altrove da Lui o da pochi altri, ma dove ci si confronta e ascolta fino in fondo, onestamente, pervenendo alle soluzioni più ampiamente positive e condivise dentro e fuori dall’aula.
Così restando le cose, egli avrà frustrato le attese di una larga parte del paese, e il suo nome sarà maledetto e ricordato con disprezzo.
La vita - la sua, la nostra - non è infinita. E come non si può lottare in eterno, così non rimangono in eterno le leggi e le opere non condivise dai più, presto rimosse o distrutte.
Possa dunque Silvio fermare Berlusconi, contenerne i timori di perseguitato dai giudici, convincendolo a un’inversione totale di rotta, nella direzione dell’abbattimento dei privilegi, della giustizia sociale, della valorizzazione della scuola attraverso una riforma autenticamente migliorativa del servizio, e, da ultimo, coi suoi amici capi di stato riformare l’Onu, renderlo un organismo efficacemente operante per iniziare una politica mondiale in tema di guerre e armamenti, di ambiente, di fame e di redistribuzione della ricchezza, di energie alternative etc.
Lo ricorderemo in questo caso con gratitudine, stimandone l’opera meritoria al servizio del paese, e non solo.

GN


scritto da: 1Nuscis alle ore 02:02 | link | commenti (5)
categorie: divagazioni

Commenti
#1   06 Ottobre 2008 - 07:39
 
Ciao, Gianni, leggo il tuo commento e non sono certa che l'antidoto alla malattia stia nel batterio stesso. Altrimenti avrebbe avuto ragione Montanelli con la sua teoria del vaccino-antiberlusconi. Credo invece che abbiano ancora una volta ragione i napoletani perchè "Chi nasce strunz nun po' addivintà babbà!"
A presto!
Anna
utente anonimo

#2   06 Ottobre 2008 - 16:53
 
Caro Giovanni, ci sono certi virus che non hanno antidoti. Il problema è che Silvio ha generato una malattia simile al raffreddore che prende la maggigioranza assoluta e ne son ben contenti. Da quel che vedo, nonostante il pane e la pasta, grandi quantità di virus sono illuminati da un cambiamento in meglio. L'ubriacatura da vino caldo durerà parecchio, l'importante che noi non prendiamo un cancro allo stomaco.
Ciamo Michele
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#3   06 Ottobre 2008 - 18:05
 
Cari Anna e Michele, l'intervento premette subito la sua provocatorietà (tra il serio e il faceto). Una nota legge fisica dà per possibile tutto ciò che non è in natura impossibile. Se la probabilità che un ripensamento ci sia è zero, sulla possibilità bisogna non si può essere altrettanto escludenti, seppure con l'intervento di san Gennaro. Col disincanto degli anni, e guardandomi soprattutto intorno, spero solo di non ammalarmi, come dice giustamente Michele...
Un caro saluto ad entrambi.
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#4   04 Novembre 2008 - 22:01
 
Concordo sulla scelta delle metafore: calzano a pennello col Cavaliere!
Trovo che il rischio più grosso, come nel caso di malattie fisiche, sia di assuefarsi anche alle cure e, quando il male cronicizza, purtroppo si finisce con l'abituarcisi..... E all'abitudine si affianca la rassegnazione, più pericolosa del virus stesso, perchè porta all'indifferenza!
Talvolta anche le cure apparentemente efficaci risultano essere solo palliativi.
E dunque?
Spero, in cuor mio, di essere in grado di sviluppare al massimo le mie difese immunitarie e di potermi almeno difendere, perchè davvero l'effetto devastante del virus si sta allargando a macchia d'olio.......
utente anonimo

#5   05 Novembre 2008 - 00:51
 
"Spero, in cuor mio, di essere in grado di sviluppare al massimo le mie difese immunitarie".

Condivido senz'altro, per meglio affrontare la crescente aggressività di certe malattie:)
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